Dopo la lezione sulla sicurezza in montagna l'Azimut ha
organizzato la 4° uscita in modo da mettere subito in pratica
quanto appreso dall'esperto del soccorso alpino. Sembra una
barzelletta, ma in realtà nella 2 giorni di escursione al Rif.
Battisti gli agenti atmosferici si sono scatenati su di noi e ci
hanno dato modo di sperimentare "dal vivo" cosa significa avere
abbigliamento ed attrezzatura adeguati... soprattutto come fare
per orientarsi in condizioni critiche!
Procediamo con ordine. Si parte da Modena con un solo
accompagnatore, Vito, mentre Angela, bloccata in centro per
problemi di "trasporto pubblico", promette che ci raggiungerà
appena possibile. Arrivati a Case di Civago parcheggiamo
all'imbocco del sentiero 605 ed in quel preciso istante
inizia a piovere abbondantemente.
Ci copriamo adeguatamente, ma siamo fiduciosi che smetterà
presto perchè il Meteo annunciava "piogge e schiarite". Entriamo
nel bosco ed in breve tempo ci rendiamo conto che difficilmente
arriveranno le" schiarite" perchè inizia a grandinare
ed il sentiero diventa scivoloso.
Le protezioni adottate si rivelano, per alcuni di noi,
insufficienti ed iniziano i primi scambi di pile attraverso
manovre difficoltose dovute alla pioggia battente. All'imbocco
della strada forestale veniamo raggiunti da Angela che
eroicamente ha percorso in solitaria 2/3 del sentiero. A questo
punto siamo tutti completamente bagnati, nonostante il
coprizaino, la mantella, l'ombrello ecc... Anche i decantati
scarponi di gore-tex hanno ceduto alle intemperie. Mi viene in
mente la frase finale di Fontana nella serata del corso dedicata
all'abbigliamento "...potete coprirvi come volete, ma quando
dice davvero non c'è protezione che tenga e vi bagnate!". Parole
sante!
Sono contenta di aver protetto tutto il cambio contenuto nello
zaino con sacchi e sacchetti in plastica così ho potuto
indossare qualcosa di asciutto al rifugio: spero che anche i
corsisti abbiano seguito il consiglio del "sacco per
l'immondizia".
Arriviamo finalmente al rifugio Battisti inseguiti da pioggia,
grandine, nebbia (e chi più ne ha, più ne metta!). Ormai siamo
al sicuro e non vediamo l'ora di goderci il calduccio.
All'apertura degli zaini alcuni di noi scoprono di avere bagnato
anche parte del contenuto e cerchiamo di conquistare un po' di
spazio sulla stufa della sala da pranzo per asciugare tutto il
possibile. Quando più tardi ci ritroviamo per la cena siamo
tutti più rilassati e la fame si fa sentire: abbiamo perciò modo
di apprezzare il menù, il servizio, il cameriere, il lavapiatti,
ecc...
Per la domenica il Meteo mette bel tempo! Sarà vero?!? Mai
credere ai meteorologi!! All'inizio qualche schiarita ci fa ben
sperare ma dopo un po' si copre tutto con nuvoloni neri e
ricomincia a piovere. Giungiamo al bellissimo Lago della
Bargettana e cerchiamo di imboccare il sentiero per la salita al
monte Prado. Niente: scende la nebbia e diventa sempre più
difficile ritrovare le tracce. Le nostre guide vanno in
avanscoperta in due direzioni diverse alla ricerca dei segni e
noi, rimasti in gruppo, siamo un po' demoralizzati quando li
vediamo sparire nella nebbia. C'è freddo, vento, pioggia, a
tratti grandine, e tanta, tanta nebbia. Lo sconforto ci porta a
pensare: "Forse... se tornassimo indietro..." Ma è proprio in
queste situazioni che si vedono gli escursionisti veri! Le guide
approfittano della situazione per fare una bella lezione di
orientamento. Si calcola l'angolo Azimutale ma la bussola
indica una direzione molto diversa da quella verso cui eravamo
diretti. Bene,si torna indietro fino al primo segno sicuro e si
riparte con la cartina e la bussola. Stavolta troviamo veramente
il sentiero;cartina e bussola insieme a "Super-Angela" non
sbagliano mai! Ripartiamo per la salita al Monte Prado
accompagnati dalla solita pioggia. Guadagnato il crinale, cessa
di piovere ma il vento soffia molto forte e si riesce a stare in
piedi solo con l'aiuto dei bastoncini. Dopo una breve sosta per
rifocillarci riprendiamo il cammino ma insieme al vento arrivano
altra pioggia e grandine; il morale è molto basso e le guide
decidono di rientrare perchè ormai si è capito che il tempo non
migliorerà. C'è molta nebbia e cerchiamo di stare vicini per non
perdere nessuno del gruppo. A mano a mano che si scende, il
vento diminuisce e la pioggia va e viene. Siamo tutti più
rilassati ma non è finita qui! Le forti nevicate hanno lasciato
grandi chiazze di neve e detriti che nascondono i segni del
sentiero. Quindi... altra lezione di orientamento e
finalmente raggiungiamo la strada forestale. Al Rif. Segheria
possiamo rifocillarci ed arriva anche un po' di sole (era ora!).
Adesso possiamo alleggerire il nostro abbigliamento e goderci la
discesa. Al parcheggio indossiamo finalmente scarpe asciutte e
gustiamo la buona torta preparata da Monica. Il merendone ci fa
dimenticare tutte le fatiche dei 2 giorni ma certamente non
dimenticheremo, per le prossime volte, come vestirci ed
orientarci in condizioni critiche. I corsisti sono stati davvero
bravi ed hanno dimostrato disponibilità e coraggio agevolando il
lavoro, impegnativo, degli accompagnatori.
Complimenti dunque a Nicola,Federica,Morena,Valentina
e Massimo da parte di tutto l'Azimut Club!