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MEMORIE DI GITE AZIMUT

 

Domenica 10 Maggio – PARCO DEI GESSI BOLOGNESI (1^ uscita del XX° Corso di TREKKING)

 
Eccomi ancora qua, pronto a  raccontare un'altra avventura! Del resto si sa, altra gita, altro regalo... Questa domenica abbiamo in programma la prima uscita pratica del corso di Trekking: dunque non una gita qualsiasi! Se vogliamo, la si potrebbe equiparare ad un "Primo giorno di scuola" (almeno per certa gente) e del resto l'atmosfera che si respira è proprio quella. No, non c'è nell'aria il tipico odore di gesso scolastico (come a settembre), però la gita si deve svolgere sui "Gessi Bolognesi", per cui bene o male un nesso c'è...
 
Ore 7.45 - Ritrovo all'Hotel Lux! Siamo in 18: da una parte NOI (gli accompagnatori), dall'altra gli ALTRI (i corsisti). In mezzo la solita questione: con che macchina andiamo?!? Comunque, stavolta non è una decisione troppo gravosa: la gita è soft (il Parco dei Gessi Bolognesi è a un'ora d'auto dal Lux) e il percorso in auto abbastanza lineare. Capitanati da Fabio (il Kapen-Gruppen!), ci sono tanti volti noti tra gli accompagnatori: Monica, che detiene gli elenchi dei partecipanti; Daniela, la fotografa della situazione; Francesco II° (l'Avvocato "ufficiale" dell'AZIMUT - chiamato così per distinguerlo da Francesco I°, il padrone del cane Sofia!!!), Vito, Roberto, Nicola, Teo (vi spiegheremo un'altra volta chi si cela dietro questo nome...) Walter e Laura. E naturalmente, il sottoscritto! I corsisti fremono: sono carichi al punto giusto, il che è una buona cosa! E' la loro prima volta in un trekking Azimut, per cui se già ora sono "vitali" vuole dire che almeno l'intenzione c'è: poi sul campo vedremo il resto.
 
Ore 8.00 - Decise le automobili, partiamo. Dopo un viaggio senza scosse, alle 9.10 siamo già sul posto, a Farneto, presso il centro del Parco dei Gessi. Breve preparazione tecnica (cambio scarpe, ultime sistemazioni degli zaini, ecc.) poi partenza: sono le 9.20.
Si procede spediti e sicuri dietro Fabio (che ha già provato il giro e quindi sa dove si va: solo, occorre un po' di attenzione perchè il sentiero è segnato male)! I corsisti si rivelano subito in gamba, belli e vitali: sotto questo aspetto pare scongiurato il pericolo di "fiati corti" improvvisi e precoci. Invece, il vero problema (che non avevamo considerato) è il caldo... anzi, il Grande Caldo, umido e appiccicoso!! Questa è una maledizione che ci accompagnerà per tutto il cammino, sfinendoci molto di più di qualsiasi salita di quinto grado! Il cielo è terso, il caldo (e scusate se mi ripeto) notevole. Eh sì, l'Estate è proprio arrivata!!
Non sto a descrivervi l'itinerario seguito: per quello c'è la scheda tecnica - molto dettagliata - di Fabio... e poi onestamente durante la gita mi sono un po' perso tra tutti quei su e giù, giravolte, avanti e indietro.... Diciamolo: ci sono stati dei giri molto più lineari di questo!!!! In esso, la parte più emozionante è certo la discesa in alcune doline carsiche, oltre alla visita di altrettanti "buchi" che si aprono improvvisamente sotto i nostri piedi (più o meno...). C'è chi scherza su corsisti (tra)passati, scomparsi nelle precedenti annate del corso... tanto per rimanere in allegria! Comunque tutti reagiscono bene: credono che sia solo uno scherzo! Beata ingenuità....
 
Tra buchi di qua e doline di là, arriviamo al piatto forte del giorno: la discesa verso l'ingresso della Grotta Spipola, sul fondo della più grande dolina europea su gesso (come recita la scheda). Siamo appena giunti che un gruppo di minatori/speleologi esce dalla grotta e si appresta a chiudere l'imbocco con un pesante portone in ferro. Hanno appena concluso dei lavori di scavo per raggiungere altre cavità secondarie sepolte nella roccia (o gesso... boh?). Scambiamo qualche parola, ma i minatori hanno fretta: la fame è davvero una brutta bestia! Eh già, perchè ridendo e scherzando sono già le 12.30 e anche noi brontoliamo un po' (per lo meno, il nostro stomaco). Sul portone che chiude la grotta vi sono speciali fori per consentire il passaggio dei pipistrelli: curiosi, ci affacciamo sull'oscurità più fitta (sperando che i pipistrelli non si mettano ad uscire proprio ora che ci mettiamo il muso!)! Accaldati come siamo, ci godiamo l'aria freschissima che spira dalle profondità, ma il dovere chiama e noi non ci facciamo pregare. Ora c'è da affrontare la salita più dura di tutta la gita, sulla quale Fabio aveva già fatto in precedenza un'abbondante opera di terrorismo psicologico, ad uso e consumo dei corsisti. La salita in realtà si dimostra abbastanza umana, ma comunque è dura, specie per il gran caldo che impera (oltre che per la fame). In 10/15 minuti superiamo la prova, ma ancora non possiamo fermarci: proseguiamo decisi verso un'altra grotta (Detta "Grotta Gionni") davanti al cui ingresso, in parziale ombra, pranziamo (finalmente!). Sono le 13.00 in punto.
 
Ore 13.40 - Una volta ristorati (però non del tutto!) ripartiamo, ma ormai non c'è molto altro da vedere. Terminiamo il nostro giro con una piccola variante fino al vecchio fronte della Cava Fiorini, vista dal basso. Tra rovi, sterpi e fango, guadagniamo la meta, ma qui un cartello "Caduta massi" ci fa desistere dal sostare a lungo... Tanto più che Fabio non è venuto con noi: è rimasto ad aspettarci al bivio, sul sentiero principale, con un sorrisetto furbesco e un po' inquietante (!). La vista della cava è bella e suggestiva, ma tutto considerato è meglio fare subito dietrofront, riattraversando giungla, rovi, ginestre e le spine. Una piccola variante di trekking... da Vietnam! L'Azimut è anche questo!!
 
I corsisti si confermano in gamba: soffrono in silenzio e non c'è n'è uno che si attardi. E' una bellezza marciare con simili persone, il gruppo è sempre compatto. Proprio per questo, il giro (già di per sé semplice) si conclude in quattro e quattr'otto: alle 14.40 siamo già alle auto! Va be', siamo stati troppo bravi (e veloci), ma questo non succederà più... a partire dalla prossima gita!
 
Che si fa ora? Molti di voi avranno già indovinato: MERENDONE!!! Solo... come si fa pensare a "merendare" quando abbiamo ancora nello stomaco i panini del pranzo? Comunque, il MERENDONE lo facciamo lo stesso, con la solita abbondanza maialesca: 5 bottiglie di lambrusco + 1 di birra; una colomba di pasqua; un'altra torta fatta in casa (che non ho ben capito di cosa sia fatta, ma va bene lo stesso); un pacchetto di taralli salati... e cosa ti tira fuori Fabio, senza che nessuno sospetti nulla? Un jolly culinario: un salame lungo un metro!! SPLENDIDO!! Inutile dire che, tra un bicchiere di vino e l'altro, ce lo facciamo fuori tutto (e al diavolo la linea!). Alla fine anche l'orgia di salame si compie, e la fiacca inizia a stenderci. Però non possiamo tradire la nostra anima ecologista: c'è da pulire tutto, raccogliere i rifiuti e differenziare (plastica, vetro, pattume... in tre sporte differenti!). Infine, saliamo tutti in auto per il ritorno. Sono solo le 15.40!
 
...Ma la prossima gita non sarà mica così, eh? Stiamo progettando un giro di quelli "ammazzasette", per la gioia (?) dei corsisti che in questa uscita si sono divertiti anche troppo! Va bene che l'AZIMUT è amicale, ma un po' più di impegno, fatica, sudore e sangue è doveroso!!! ... E poi un'altra cosa: quando nel merendone estraiamo dallo zaino delle bottiglie di vino, i corsisti sono pregati di scolarle tutte, dalla prima all'ultima! Mica come questo gruppo di gente, in cui metà si è rivelata astemia!!!
O tempora, o mores!!

Andrea Vaccari

 

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