Eccomi ancora qua, pronto a raccontare un'altra
avventura! Del resto si sa, altra gita, altro
regalo... Questa domenica abbiamo in programma la
prima uscita pratica del corso di Trekking: dunque
non una gita qualsiasi! Se vogliamo, la si potrebbe
equiparare ad un "Primo giorno di scuola" (almeno
per certa gente) e del resto l'atmosfera che si
respira è proprio quella. No, non c'è nell'aria il
tipico odore di gesso scolastico (come a settembre),
però la gita si deve svolgere sui "Gessi Bolognesi",
per cui bene o male un nesso c'è...
Ore 7.45 - Ritrovo all'Hotel Lux! Siamo in
18: da una parte NOI (gli accompagnatori),
dall'altra gli ALTRI (i corsisti). In mezzo la
solita questione: con che macchina andiamo?!?
Comunque, stavolta non è una decisione troppo
gravosa: la gita è soft (il Parco dei Gessi
Bolognesi è a un'ora d'auto dal Lux) e il percorso
in auto abbastanza lineare. Capitanati da Fabio (il
Kapen-Gruppen!), ci sono tanti volti noti tra gli
accompagnatori: Monica, che detiene gli elenchi dei
partecipanti; Daniela, la fotografa della
situazione; Francesco II° (l'Avvocato "ufficiale"
dell'AZIMUT - chiamato così per distinguerlo da
Francesco I°, il padrone del cane Sofia!!!), Vito,
Roberto, Nicola, Teo (vi spiegheremo un'altra volta
chi si cela dietro questo nome...) Walter e Laura. E
naturalmente, il sottoscritto! I corsisti fremono:
sono carichi al punto giusto, il che è una buona
cosa! E' la loro prima volta in un trekking Azimut, per cui se già
ora sono
"vitali" vuole dire che almeno l'intenzione c'è: poi
sul campo vedremo il resto.
Ore 8.00 - Decise le automobili, partiamo.
Dopo un viaggio senza scosse, alle 9.10 siamo già
sul posto, a Farneto, presso il centro del Parco dei
Gessi. Breve preparazione tecnica (cambio scarpe,
ultime sistemazioni degli zaini, ecc.) poi partenza:
sono le 9.20.
Si procede spediti e sicuri dietro Fabio (che ha già
provato il giro e quindi sa dove si va: solo,
occorre un po' di attenzione perchè il sentiero
è segnato male)! I corsisti si rivelano subito in
gamba, belli e vitali: sotto questo aspetto pare
scongiurato il pericolo di "fiati corti" improvvisi
e precoci. Invece, il vero problema (che non avevamo
considerato) è il caldo... anzi, il Grande Caldo,
umido e appiccicoso!! Questa è una maledizione che
ci accompagnerà per tutto il cammino, sfinendoci
molto di più di qualsiasi salita di quinto grado! Il
cielo è terso, il caldo (e scusate se mi ripeto)
notevole. Eh sì, l'Estate è proprio arrivata!!
Non sto a descrivervi l'itinerario seguito: per
quello c'è la scheda tecnica - molto dettagliata -
di Fabio... e poi onestamente durante la gita mi
sono un po' perso tra tutti quei su e giù,
giravolte, avanti e indietro.... Diciamolo: ci sono
stati dei giri molto più lineari di questo!!!! In
esso, la parte più emozionante è certo la discesa in
alcune doline carsiche, oltre alla visita di
altrettanti "buchi" che si aprono improvvisamente
sotto i nostri piedi (più o meno...). C'è chi
scherza su corsisti (tra)passati, scomparsi nelle
precedenti annate del corso... tanto per rimanere in
allegria! Comunque tutti reagiscono bene: credono
che sia solo uno scherzo! Beata ingenuità....
Tra buchi di qua e doline di là, arriviamo al piatto
forte del giorno: la discesa verso l'ingresso della
Grotta Spipola, sul fondo della più grande dolina
europea su gesso (come recita la scheda). Siamo
appena giunti che un gruppo di minatori/speleologi
esce dalla grotta e si appresta a chiudere l'imbocco
con un pesante portone in ferro. Hanno appena
concluso dei lavori di scavo per raggiungere altre
cavità secondarie sepolte nella roccia (o gesso...
boh?). Scambiamo qualche parola, ma i minatori hanno
fretta: la fame è davvero una brutta bestia! Eh già,
perchè ridendo e scherzando sono già le 12.30 e
anche noi brontoliamo un po' (per lo meno, il nostro
stomaco). Sul portone che chiude la grotta vi sono
speciali fori per consentire il passaggio dei
pipistrelli: curiosi, ci affacciamo sull'oscurità
più fitta (sperando che i pipistrelli non si mettano
ad uscire proprio ora che ci mettiamo il muso!)!
Accaldati come siamo, ci godiamo l'aria freschissima
che spira dalle profondità, ma il dovere chiama e
noi non ci facciamo pregare. Ora c'è da affrontare
la salita più dura di tutta la gita, sulla quale
Fabio aveva già fatto in precedenza un'abbondante
opera di terrorismo psicologico, ad uso e consumo
dei corsisti. La salita in realtà si dimostra
abbastanza umana, ma comunque è dura, specie per il
gran caldo che impera (oltre che per la fame). In
10/15 minuti superiamo la prova, ma ancora non
possiamo fermarci: proseguiamo decisi
verso un'altra grotta (Detta "Grotta Gionni")
davanti al cui ingresso, in parziale
ombra, pranziamo (finalmente!). Sono le 13.00 in
punto.
Ore 13.40 - Una volta ristorati (però non del
tutto!) ripartiamo, ma ormai non c'è molto altro da
vedere. Terminiamo il nostro giro con una piccola
variante fino al vecchio fronte della Cava Fiorini,
vista dal basso. Tra rovi, sterpi e fango,
guadagniamo la meta, ma qui un cartello "Caduta
massi" ci fa desistere dal sostare a lungo... Tanto
più che Fabio non è venuto con noi: è rimasto ad
aspettarci al bivio, sul sentiero principale, con un
sorrisetto furbesco e un po' inquietante (!). La
vista della cava è bella e suggestiva, ma tutto
considerato è meglio fare subito dietrofront,
riattraversando giungla, rovi, ginestre e le spine.
Una piccola variante di trekking... da Vietnam!
L'Azimut è anche questo!!
I corsisti si confermano in gamba: soffrono in
silenzio e non c'è n'è uno che si attardi. E' una
bellezza marciare con simili persone, il gruppo è
sempre compatto. Proprio per questo, il giro (già di
per sé semplice) si conclude in quattro e quattr'otto:
alle 14.40 siamo già alle auto! Va be', siamo
stati troppo bravi (e veloci), ma questo non
succederà più... a partire dalla prossima gita!
Che si fa ora? Molti di voi avranno già indovinato:
MERENDONE!!! Solo... come si fa pensare a "merendare"
quando abbiamo ancora nello stomaco i panini del
pranzo? Comunque, il MERENDONE lo facciamo lo
stesso, con la solita abbondanza maialesca: 5
bottiglie di lambrusco + 1 di birra; una colomba di
pasqua; un'altra torta fatta in casa (che non ho ben
capito di cosa sia fatta, ma va bene lo stesso); un
pacchetto di taralli salati... e cosa ti tira fuori
Fabio, senza che nessuno sospetti nulla? Un jolly
culinario: un salame lungo un metro!!
SPLENDIDO!! Inutile dire che, tra un bicchiere di
vino e l'altro, ce lo facciamo fuori tutto (e al
diavolo la linea!). Alla fine anche l'orgia di
salame si compie, e la fiacca inizia a stenderci.
Però non possiamo tradire la nostra anima
ecologista: c'è da pulire tutto, raccogliere i
rifiuti e differenziare (plastica, vetro, pattume...
in tre sporte differenti!). Infine, saliamo tutti in
auto per il ritorno. Sono solo le 15.40!
...Ma la prossima gita non sarà mica così, eh?
Stiamo progettando un giro di quelli "ammazzasette",
per la gioia (?) dei corsisti che in questa uscita
si sono divertiti anche troppo! Va bene che l'AZIMUT
è amicale, ma un po' più di impegno, fatica, sudore
e sangue è doveroso!!! ... E poi un'altra cosa:
quando nel merendone estraiamo dallo zaino delle
bottiglie di vino, i corsisti sono pregati di
scolarle tutte, dalla prima
all'ultima! Mica come questo gruppo di gente, in cui
metà si è rivelata astemia!!!
O tempora, o mores!!