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MEMORIE DI GITE AZIMUT

 

- Trekking sui Monti Sibillini (1-2-3 Maggio) -

Secondo Giorno: Rif. Perugia - Inghiottitoio - Castelluccio

 

La notte al Rifugio Perugia trascorre abbastanza bene... a parte qualche postumo della cena della sera prima. Al mattino ci ritroviamo tutti a colazione (abbastanza) in forma. Ci raccontiamo le esperienze della notte: c'è chi ha russato forte (per l'occasione avevamo radunato i russatori in un'unica stanza... vero Fabio e Raul?) e chi è andato in bagno nel cuore della notte rischiando di ammazzarsi con la scala del letto a castello (Vito). Eppure, malgrado tutto, siamo ancora vivi e pronti ad affrontare la giornata, quella più probante del "test dei Sibillini"!
 
Ore 7.50/8.00 - Partenza dal Rifugio? Macché... semmai, INIZIO COLAZIONE al Rifugio!!! Con classico bailamme post-colazione fatto di lavaggio denti, rifacimento zaino, conto dell'albergo....
 
Ore 9.06 - Partenza dal Rifugio? Macchè... RITO DELLA FOTO DI GRUPPO davanti al Rifugio! C'è un freschino fastidioso, ma restiamo tutti in posa per una decina di foto di seguito: almeno così qualcuna verrà pure bene!
 
Ore 9.10 - PARTENZA (questa volta sul serio...)!!
 
Il programma del giorno prevede una rapida discesa alla piana di Castelluccio, fino al celebre "Inghiottitoio" il punto dove il fiume che scorre sulla piana si inabissa nel terreno. Da lì si dovrà poi risalire in quota e si percorrerà tutto il lato occidentale della piana, per poi ridiscendere a Castelluccio, dove è prevista la sosta notturna in agriturismo.
Al nostro gruppo si aggrega Cristina, amica marchigiana (o umbra?) di Fabio ed esperta della natura della zona. Sarà lei a darci le notizie più interessanti riguardo la piana carsica verso cui scenderemo. Il tempo non è male: il sole va e viene: solo quando è oscurato dalle nubi, il fresco si fa sentire... oltre a un vento insistente che non dà tregua.
 
NOTE E CURIOSITA' - (da Cristina): la Piana di Castelluccio non è altro che il fondo di un antichissimo lago prosciugato, suggestiva per la sua estensione e la sua "piattezza". Ma non è un terreno molto "stabile". Si tratta di una terreno carsico sempre in movimento, su cui si aprono di continuo nuove fessurazioni e vere e proprie doline. In profondità, proprio qui scorre una frattura tettonica. La dorsale appenninica è infatti interessata da numerose microfaglie geologiche, derivate dallo scontro tra la zolla euroasiatica e quella africana. Uno di questi punti di frattura passa proprio qui. Essendo un terreno molto "frammentato", in occasione di terremoti qui non si hanno grandi sommovimenti, perchè il sisma è attutito, ma naturalmente non offre molte possibilità di costruirci case o altro. Per lo più il terreno è adibito all'agricoltura, in particolare la coltivazione di lenticchie. Molti dei laghetti e pozze che si scorgono sulla piana scompaiono nel giro di pochi giorni, in quanto basta un niente perchè si apra una nuova fessurazione in cui l'acqua cada nell'abisso. Il terreno è in costante trasformazione. In particolare, l'Inghiottitoio è davvero un passaggio verso l'ignoto. Si è cercato di stabilire il percorso dell'acqua una volta entrata in questo buco "senza fondo", ma invano. Ancora non si sa dove vada a finire tutta l'acqua che vi si riversa dentro... per associazione vengono in mente le bevute di vino della sera prima!!
 
Verso le 10.00 (circa) raggiungiamo la frattura principale della Piana Grande, in fondo alla quale scorre il ruscello verso l'Inghiottitoio. Ci sentiamo tutti molto piccoli in mezzo a tanta (instabile) vastità. Foto di rito attorno al "buco" principale e le doline circostanti. Vito, Raul e Walter decidono di vedere ancora più da vicino l'Inghiottitoio: chiediamo loro di lasciarci per lo meno il portafoglio... almeno se scompaiono, ci dividiamo i soldi!!! Dopo questa ennesima prova di solidarietà Azimut, ci accingiamo a risalire in quota. Guardiamo verso l'alto... ma chi ce lo fa fare di sorbirci tutta quella salita?!? Ormai siamo troppo abituati alle cose comode, così decidiamo di completare l'attraversamento della Piana Grande... da basso! Però la coscienza da trekking ci rimorde un po'... così arriviamo ad un compromesso: una volta giunti alle pendici delle alture settentrionali, allora affronteremo la salita, viaggiando diretti fino in cima!! Nel frattempo, possiamo godercela ancora un po'.
Poco dopo le 10.40 raggiungiamo le fatidiche alture settentrionali, e ormai non abbiamo scuse: iniziamo la salita più pesante degli ultimi mesi (sì, anche più di Punta Mesco) - Cristina, l'amica di Fabio, naturalmente è in testa, ma anche noi Azimut di Modena ci difendiamo bene!!!
 
Ore 11.50 - Arrivo (quasi) in cima. Si calcola di aver affrontato una pendenza di circa 300mt. Aspettiamo che tutto il gruppo si ricompatti, poi... pranzo!!!
 
Ore 12.30 - Ripresa della camminata, con l'ultimo strappetto in salita che ci attende. Dopo poco "scolliniamo" al di là della cima, nella valle sottostante. Castelluccio lo raggiungeremo prendendolo alle spalle, da veri tattici.
 
Ore 12.49 - Castelluccio non è mai stato così vicino - DUBBIO: tagliando per la piana abbiamo anticipato mostruosamente i tempi: qui finisce che arriviamo al paese molto prima dell'ora preventivata! Che si fa? C'è qualche sentiero di variante? Qualche... allungatoia?!? Sosta e BRAIN STORMING fra noi per decidere il da farsi.
 
Ore 14.05 - Dopo un lento avvicinamento, nuova sosta sulla strada di Castelluccio: ormai siamo in dirittura di arrivo. Riposando, abbiamo tutto il tempo di discutere fra noi di droghe, "canne" e alcool (ah, le sane discussioni che nascono in montagna...), e pure con una certa "passione". Giunge anche il momento di separarci da Cristina: lei ci saluta e ci augura buon proseguimento.
 
Ore 14.50 - Facciamo il nostro "trionfale" ingresso a Castelluccio! Arrivo all'Agriturismo "Guerin Meschino" dove abbiamo prenotato. Assalto al bar: BIRRE, BIRRE, BIRRE (e biscotti della casa!).
 
...E ora? Che facciamo fino all'ora di cena?!?
Bisogna organizzarsi a dovere!! Intanto le birre e i biscotti all'agriturismo riescono a sfangare almeno un'ora. Poi si procede col prendere possesso delle camere e costruirsi un po' il "nido". C'è chi va subito a fare la doccia. Altri (anche io!) preferiscono girellare per il paese. Questa si rivela un'ottima idea, anche perchè tra i carruggi e i vicoli dell'abitato (quasi abbandonato - ci sono solo 12 residenti!) si hanno degli scorci niente male della piana e dei monti al tramonto. Passeggiando lentamente, conversiamo tra noi e ci conosciamo ancora meglio. Il miracolo delle gite Azimut ancora una volta si compie!
 
Ore 16.30 - Aperitivo / Happy Hour al famoso locale...?? (toh, non ricordo più il nome... eppure è il più rinomato di Castelluccio!). Tra caffè, altre birre e amari parliamo dei casi della vita, dell'Azimut, delle elezioni prossime venture (del Consiglio Azimut!), di varie ed eventuali.
Quando poi facciamo davvero il pieno di freddo, ritorniamo decisamente all'albergo, dove chi ancora non l'ha fatta, farà la doccia.
 
FOLKLORE AZIMUT - L'organizzazione Azimut non ha confini. Si arriva a sera in albergo stracchi e sfiniti dopo una marcia estenuante? Niente di meglio  di qualche bel massaggio! E così, in men che non si dica, trasformiamo una delle camere da letto in "biuti farm" casereccia: Patrizia si rivela una massaggiatrice di piedi e polpacci davvero brava! Vittoriana non ha niente da imparare sull'arte dei massaggi alla schiena, con contorno di energia positiva irradiata dalle sue mani... Infine Daniela (tra una foto e l'altra) provvede a fornire creme idratanti in abbondanza per tutti! Ecco, di tutta questa lunga giornata, ci si ricorderà a lungo della "sala massaggi" che ha funzionato a pieno regime fino dopo le 22.00... per la gioia di tutti gli Azimut che, passando in corridoio, si fermavano e ne approfittavano!!
Alla fine anche questa lunga giornata volge al termine e ci rilassiamo nei nostri letti, dormendo il sonno dei giusti.... tranne ALCUNI che (si vocifera) hanno folleggiato in paese ancora un po' prima di tornare in branda!!! Le macchine fotografiche? Ovviamente, sono sempre più traboccanti di fotografie... e manca ancora un giorno di cammino!!!
 
"...E fu sera e poi mattino, SECONDO GIORNO!!"

Andrea Vaccari

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