La notte al Rifugio Perugia trascorre abbastanza bene...
a parte qualche postumo della cena della sera prima. Al
mattino ci ritroviamo tutti a colazione (abbastanza) in
forma. Ci raccontiamo le esperienze della notte: c'è
chi ha russato forte (per l'occasione avevamo radunato i
russatori in un'unica stanza... vero Fabio e Raul?) e
chi è andato in bagno nel cuore della notte rischiando
di ammazzarsi con la scala del letto a castello (Vito).
Eppure, malgrado tutto, siamo ancora vivi e pronti ad
affrontare la giornata, quella più probante del "test
dei Sibillini"!
Ore 7.50/8.00 - Partenza dal Rifugio?
Macché... semmai, INIZIO COLAZIONE al Rifugio!!!
Con classico bailamme post-colazione fatto di lavaggio
denti, rifacimento zaino, conto dell'albergo....
Ore 9.06 - Partenza dal Rifugio?
Macchè... RITO DELLA FOTO DI GRUPPO davanti al
Rifugio! C'è un freschino fastidioso, ma restiamo
tutti in posa per una decina di foto di seguito: almeno
così qualcuna verrà pure bene!
Ore 9.10 - PARTENZA (questa volta sul
serio...)!!
Il programma del giorno prevede una rapida discesa alla
piana di Castelluccio, fino al celebre "Inghiottitoio"
il punto dove il fiume che scorre sulla piana si
inabissa nel terreno. Da lì si dovrà poi risalire in
quota e si percorrerà tutto il lato occidentale della
piana, per poi ridiscendere a Castelluccio, dove è
prevista la sosta notturna in agriturismo.
Al nostro gruppo si aggrega Cristina, amica marchigiana
(o umbra?) di Fabio ed esperta della natura della zona.
Sarà lei a darci le notizie più interessanti riguardo la
piana carsica verso cui scenderemo. Il tempo non è male:
il sole va e viene: solo quando è oscurato dalle nubi,
il fresco si fa sentire... oltre a un vento insistente
che non dà tregua.
NOTE E CURIOSITA' - (da Cristina): la Piana di
Castelluccio non è altro che il fondo di un antichissimo
lago prosciugato, suggestiva per la sua estensione e la
sua "piattezza". Ma non è un terreno molto "stabile". Si
tratta di una terreno carsico sempre in movimento, su
cui si aprono di continuo nuove fessurazioni e vere e
proprie doline. In profondità, proprio qui scorre una
frattura tettonica. La dorsale appenninica è infatti
interessata da numerose microfaglie geologiche, derivate
dallo scontro tra la zolla euroasiatica e quella
africana. Uno di questi punti di frattura passa proprio
qui. Essendo un terreno molto "frammentato", in
occasione di terremoti qui non si hanno grandi
sommovimenti, perchè il sisma è attutito, ma
naturalmente non offre molte possibilità di costruirci
case o altro. Per lo più il terreno è adibito
all'agricoltura, in particolare la coltivazione di
lenticchie. Molti dei laghetti e pozze che si scorgono
sulla piana scompaiono nel giro di pochi giorni, in
quanto basta un niente perchè si apra una nuova
fessurazione in cui l'acqua cada nell'abisso. Il terreno
è in costante trasformazione. In particolare,
l'Inghiottitoio è davvero un passaggio verso l'ignoto.
Si è cercato di stabilire il percorso dell'acqua una
volta entrata in questo buco "senza fondo", ma invano.
Ancora non si sa dove vada a finire tutta l'acqua che vi
si riversa dentro... per associazione vengono in mente
le bevute di vino della sera prima!!
Verso le 10.00 (circa) raggiungiamo la
frattura principale della Piana Grande, in fondo alla
quale scorre il ruscello verso l'Inghiottitoio. Ci
sentiamo tutti molto piccoli in mezzo a tanta
(instabile) vastità. Foto di rito attorno al "buco"
principale e le doline circostanti. Vito, Raul e Walter
decidono di vedere ancora più da vicino l'Inghiottitoio:
chiediamo loro di lasciarci per lo meno il
portafoglio... almeno se scompaiono, ci dividiamo i
soldi!!! Dopo questa ennesima prova di solidarietà
Azimut, ci accingiamo a risalire in quota. Guardiamo
verso l'alto... ma chi ce lo fa fare di sorbirci tutta
quella salita?!? Ormai siamo troppo abituati alle cose
comode, così decidiamo di completare l'attraversamento
della Piana Grande... da basso! Però la coscienza da
trekking ci rimorde un po'... così arriviamo ad un
compromesso: una volta giunti alle pendici delle alture
settentrionali, allora affronteremo la
salita, viaggiando diretti fino in cima!! Nel frattempo,
possiamo godercela ancora un po'.
Poco dopo le 10.40 raggiungiamo le fatidiche alture
settentrionali, e ormai non abbiamo scuse: iniziamo la
salita più pesante degli ultimi mesi
(sì, anche più di Punta Mesco) - Cristina, l'amica di
Fabio, naturalmente è in testa, ma anche noi Azimut di
Modena ci difendiamo bene!!!
Ore 11.50 - Arrivo (quasi) in cima. Si
calcola di aver affrontato una pendenza di circa 300mt.
Aspettiamo che tutto il gruppo si ricompatti, poi...
pranzo!!!
Ore 12.30 - Ripresa della camminata,
con l'ultimo strappetto in salita che ci attende. Dopo
poco "scolliniamo" al di là della cima, nella valle
sottostante. Castelluccio lo raggiungeremo prendendolo
alle spalle, da veri tattici.
Ore 12.49 - Castelluccio non è mai
stato così vicino - DUBBIO: tagliando per la piana
abbiamo anticipato mostruosamente i tempi: qui finisce
che arriviamo al paese molto prima dell'ora
preventivata! Che si fa? C'è qualche sentiero di
variante? Qualche... allungatoia?!? Sosta e BRAIN
STORMING fra noi per decidere il da farsi.
Ore 14.05 - Dopo un lento
avvicinamento, nuova sosta sulla strada di Castelluccio:
ormai siamo in dirittura di arrivo. Riposando, abbiamo
tutto il tempo di discutere fra noi di droghe, "canne" e
alcool (ah, le sane discussioni che nascono in
montagna...), e pure con una certa "passione". Giunge
anche il momento di separarci da Cristina: lei ci saluta
e ci augura buon proseguimento.
Ore 14.50 - Facciamo il nostro
"trionfale" ingresso a Castelluccio! Arrivo
all'Agriturismo "Guerin Meschino" dove abbiamo
prenotato. Assalto al bar: BIRRE, BIRRE, BIRRE (e
biscotti della casa!).
...E ora? Che facciamo fino all'ora di cena?!?
Bisogna organizzarsi a dovere!! Intanto le birre e i
biscotti all'agriturismo riescono a sfangare almeno
un'ora. Poi si procede col prendere possesso delle
camere e costruirsi un po' il "nido". C'è chi va subito
a fare la doccia. Altri (anche io!) preferiscono
girellare per il paese. Questa si rivela un'ottima idea,
anche perchè tra i carruggi e i vicoli dell'abitato
(quasi abbandonato - ci sono solo 12 residenti!) si
hanno degli scorci niente male della piana e dei monti
al tramonto. Passeggiando lentamente, conversiamo tra
noi e ci conosciamo ancora meglio. Il miracolo delle
gite Azimut ancora una volta si compie!
Ore 16.30 - Aperitivo / Happy Hour al
famoso locale...?? (toh, non ricordo più il nome...
eppure è il più rinomato di Castelluccio!). Tra caffè,
altre birre e amari parliamo dei casi della vita,
dell'Azimut, delle elezioni prossime venture (del
Consiglio Azimut!), di varie ed eventuali.
Quando poi facciamo davvero il pieno di freddo,
ritorniamo decisamente all'albergo, dove chi ancora non
l'ha fatta, farà la doccia.
FOLKLORE AZIMUT - L'organizzazione Azimut non ha
confini. Si arriva a sera in albergo stracchi e sfiniti
dopo una marcia estenuante? Niente di meglio di qualche
bel massaggio! E così, in men che non si dica,
trasformiamo una delle camere da letto in "biuti
farm" casereccia: Patrizia si rivela una
massaggiatrice di piedi e polpacci davvero brava!
Vittoriana non ha niente da imparare sull'arte dei
massaggi alla schiena, con contorno di energia positiva
irradiata dalle sue mani... Infine Daniela (tra una foto
e l'altra) provvede a fornire creme idratanti in
abbondanza per tutti! Ecco, di tutta questa lunga
giornata, ci si ricorderà a lungo della "sala massaggi"
che ha funzionato a pieno regime fino dopo le 22.00...
per la gioia di tutti gli Azimut che, passando in
corridoio, si fermavano e ne approfittavano!!
Alla fine anche questa lunga giornata volge al termine e
ci rilassiamo nei nostri letti, dormendo il sonno dei
giusti.... tranne ALCUNI che (si vocifera) hanno
folleggiato in paese ancora un po' prima di tornare in
branda!!! Le macchine fotografiche? Ovviamente, sono
sempre più traboccanti di fotografie... e manca ancora
un giorno di cammino!!!
"...E fu sera e poi mattino, SECONDO GIORNO!!"