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AZIMUT CLUB ESCURSIONISMO NATURA
TREKKING VIAGGI

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- Trekking sui Monti Sibillini
(1-2-3 Maggio) -
Primo Giorno: Modena - Forca Presta
- Rifugio Perugia
Ecco qua la prima parte di una veloce
cronaca di una gita che esula un po' dai comuni standard
Azimut. Eh sì, stavolta abbiamo a che fare con la prima
uscita da 3 giorni 3 , e
come si può capire è un format inusuale un po' per tutti! La
cosa si annuncia comunque interessante: ci andremo a
misurare con i saliscendi montani dei Monti Sibillini! La
spedizione è formata da un gruppo "di sfondamento" di 11
persone, tutte pronte a marciare imperterrite con qualunque
evento atmosferico (pioggia, neve grandine... ma tutti ci
auguriamo che ci sia un sole che spacchi le pietre!)!
Monti Sibillini -
Splendida cornice di monti nell'omonimo Parco Nazionale, al
confine tra Marche e Umbria - Percorso stimato in
automobile: 420Km. Di conseguenza: orario di ritrovo al Lux
ore 6.45 e partenza ore 7.00 (altrimenti, se a Modena ci
attardiamo a letto, laggiù quando arriviamo?!?)
Ore 7.05 - Partiti?
Macchè... Siamo ancora al Lux ad aspettare gli ultimi
ritardatari, tra cui Vito da Reggio Emilia, l'ultimo
aggregato, (aveva chiamato giusto il giorno prima per sapere
se c'era posto) e Fabio, l'organizzatore del giro (un
classico!). Ora però non pensate male: Fabio è in ritardo
solo perchè era andato a prendere Vito alla stazione dei
treni: diamo a Cesare quel che è di Cesare... E gli altri
componenti della spedizione chi sono? Be', ci sono il
co-organizzatore tuttofare Francesco e sua figlia Patrizia
(nuova socia!), insieme al cane Sofia (la mascotte
dell'Azimut: se non c'era lei, ci rifiutavamo di partire!).
Poi Raul il "gaudente", Walter e Laura gli "sportivi",
Daniela la fotografa "informale" del giro. Infine Vittoriana
la spiritual/medicina alternativa/"stariona"
dell'Azimut, e il buon Roberto B., professione
Astronomo, ma che per sfotterlo un po' tutti noi lo
conosciamo come "Astrologo" Azimut.... con relativi influssi
astrali!). Ha già, ci sono anch'io, Andrea!
Ore 7.10 - Finalmente
arrivano tutti e possiamo dividerci le automobili e i
bagagli. Facciamo pure in tempo a salutare un altro socio
Azimut (Andrea B.) che si era ritrovato al Lux per
partire con degli amici alla volta delle piste di sci, non
sospettando minimamente di trovare lì appostati altri 11
Azimut pronti a riconoscerlo! Inconvenienti del Lux...
Ore 7.25 - Partenza! Il
viaggio in autostrada è senza storia (anzi no, nelle
vicinanze di Ascoli Piceno sbagliamo strada e giriamo in
tondo per un po', ma alla fine ritroviamo la retta via...
per modo di dire: la strada è tutta curva!).
Ore 13.00 circa - Arrivo
al "campo base", al Passo Forca Presta, presso il
Rifugio Ass. Naz. Alpini, dove lasciamo le automobili.
Usciamo tutti all'aria aperta, felici di poterci sgranchire
le gambe e stirarci un po'... C'è solo un particolare: TIRA
UN VENTO CHE PELA! Guadagniamo velocemente il rifugio dove
estraiamo dagli zaini i primi panini della Tre Giorni per un
pranzo veloce: non abbiamo fatto ancora un metro a piedi, ma
lo stomaco "reclama" ugualmente!
Ore 14.00 - Ridendo,
scherzando (e mangiando...) giunge alfine il momento
della scarpinata "autentica": era ora!
NOTE E CURIOSITA' - Il percorso dei 3
giorni si concentra sul periplo della Piana di Castelluccio,
antico bacino carsico di grande suggestione (come dice la
scheda tecnica!). Il primo giorno la consegna è bordare la
Piana sul fianco sud-occidentale ed arrivare a sera al
Rifugio Perugia dove si pernotterà. C'è una comoda strada
sterrata che unisce Forca di Presta al Rifugio, ma a noi non
piacciono le cose semplici, così optiamo per un sentiero più
elevato, con vista sulla Piana. Il tempo è variabile e spira
qualche sbuffo di vento, eppure si procede spediti.
All'inizio siamo tutti intirizziti, ma marciando (in
salita!) anche il caldo arriva a farsi sentire. Comunque il
sentiero, a parte qualche strappo, si mantiene a quota
costante, e il panorama della Piana è eccezionale!. Già fin
d'ora possiamo abbracciare il percorso che faremo nei
prossimi giorni, e scorgiamo in lontananza anche
Castelluccio, antico paesino arroccato su di una collinetta,
a guardia della piana! Lo sappiamo bene: il giorno dopo
giungeremo anche laggiù!! Tre quarti d'ora di cammino volano
via tranquillamente tra risate e fotografie di fiori e
panorami. Ad un tratto, in fondo ad una china, scorgiamo un
K-Way abbandonato sull'erba!!!! Non è indumento facile da
trovare per terra. Alcuni di noi scendono per controllare se
ci sia anche un corpo sotto il K-Way (non si sa mai...).
Falso allarme: c'è solo l'indumento. Siccome però non è di
marca griffata e nelle sue tasche non c'è nemmeno un euro,
decidiamo di lasciarlo dov'è e proseguire!!
Ore 15.30 - Sosta
obbligata ad un rifugio ("Rif. Città di Ascoli"? Forse...
dovrò chiedere a Fabio) per molteplici "impegni": seduta di
"gabinetto" per alcuni... seduta davanti a una birra
d'ordinanza per altri!!!! Ben presto riprendiamo la marcia
di avvicinamento al Rifugio Perugia. Abbiamo tutti in
dotazione una cartina coi sentieri, ma nella realtà non c'è
quasi nessun segno su rocce o altro. Va be', il solco appare
chiaro, e comunque siamo in una zona aperta, non potremmo
perderci nemmeno se volessimo.
Ore 16.50: CI SIAMO
PERSI! - In realtà ci troviamo leggermente spostati rispetto
al Rifugio Perugia, ed ora si parano davanti a noi tre
strade. Attenti: se prendiamo quella sbagliata, giungiamo al
Perugia solo dopo 12 Km di marcia su strada; dobbiamo fare
attenzione ed imbroccare quello giusto. Il buon Roberto ha
un asso nella manica: durante la sosta-birretta ha
acquistato una mega-cartina dei sentieri di zona, che una
volta aperta occupa l'equivalente di due tappeti persiani
affiancati. E siccome noi ci siamo persi proprio su una
piega della cartina, non ci sono scuse: dobbiamo
aprirla tutta, se vogliamo individuare dove siamo. Non
riusciamo a capirci niente, anche perchè torna a spirare un
vento indiavolato e occorrono almeno 4 persone per "domare"
la carta che svolazza allegramente. Alla fine ce la caviamo
lo stesso: un po' facendo testa o croce, un po' bim-bum-bam,
un po' chiedendo agli automobilisti di passaggio, riusciamo
ad instradarci verso il Rifugio.
Ormai il sole cala dietro i monti e, dopo
tante emozioni, anche noi ci sentiamo "sazi" e
soddisfatti: pure lo zaino sembra più pesante di quando
siamo partiti (magari qualcuno lo è veramente... il
famoso scherzo del pietrone infilato a tradimento!). Le
macchine fotografiche? Ovviamente, sono piene zeppe di
fotografie... e siamo solo alla prima giornata!!!
Ore 19.00 - Arriviamo a
destinazione, stanchi, affamati e vogliosi di doccia.
P.S. - STOP REPORT!!! ...Ebbene sì:
potrei raccontarvi diffusamente del famoso "rifugio" (ma
sarebbe meglio chiamarlo albergo!) in cui abbiamo
pernottato. Sarei tentato di descrivervi in dettaglio le
bellissime docce con acqua bollente a go-go e asciugacapelli
nuovi di zecca... oppure il sostanzioso "cenone" che abbiamo
avuto (con tanto di caffé, ammazzacaffé e bicchieri della
staffa finali)... Ma così facendo, noi dell'Azimut faremo la
figura dei soliti sibariti che giocano a fare i "rudi"
montanari e poi si abbandonano a "vergognosi" agi serali....
e allora fate conto che non vi abbia detto niente! Anzi,
abbiamo dormito in una grotta, buia fredda e umida, con una
bistecca cruda per cena e le muffe per cuscino. Va mo là!!!
"...E fu sera e poi mattino, PRIMO GIORNO!!"
Andrea Vaccari
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